DIARIO DELL'IGOR LORO (30/03/2013)

 

DIARIO DELL'IGOR LORO (30/03/2013)

 

Secondo giorno di avventura in Alto Adige.

 

Nottata tranquilla. Gli orsetti, con la pancia piena, sono caduti in letargo ed hanno riposato le stanche membra. Nel primo pomeriggio, a Bolzano, oggi ci attende una squadra tedesca, il Klöstersee, e, alle 18.00, alla Meranarena, il Fassa.

Per trascorrere la mattina la team leader ha organizzato una visita al Museo Archeologico, per vedere Őtzi, "l'uomo venuto dal ghiaccio". Gli orsetti non sembrano molto felici di coniugare la cultura e lo sport. Segnaliamo alcuni aforismi ponendo, per carità di patria, le sole iniziali degli autori (il gioco e' quello di indovinare chi le abbia pronunciate ...): "non capisco che gusto ci sia ad andare a vedere un uomo morto (L.C.)" "era l'uomo più stupido della storia, perché si è addormentato sulla neve ed è' morto di freddo (A.D.P.)" e, forse la migliore, "oggi andiamo a vedere il mago di Őtzi (G.P.)". Alla fine visita comunque molto interessante. Foto che prova la presenza al Museo dedicata a Peter (vedi home page del sito). Vedendo il video del recupero di Őtzi il papà di TKT afferma: "avrà pure aspettato 5300 anni, ma alla fine l'ultimo viaggio l'ha fatto in elicottero".

Si parte per il Palaonda dove abbiamo modo di vedere un po' di  hockey ad alto livello tra tedeschi (Merc Jungadler Mannheim) e cechi (i Rebel Brod) del gruppo élite.

Poi tocca a noi contro i germanici del Klöstersee. I nostri ultras sono "saliti dalle valli Cadorine sino a Bozen, pronti a contrastare le orde dei barbari teutonici discese dal Reno" (si prega di notare la lirica e l’enfasi, degna del miglior Giulio Cesare). Ne sono riprova le effigi fotografiche. In un (ormai raro) momento di lucidità alcune mamme si dicono convinte che, fra qualche anno, i nostri atleti, vergognandosi dei loro genitori, scriveranno sulle  maglie: "tifo ? No, grazie".

26 secondi sono sufficienti ai tedeschi per andare in gol. Cambio linea, ed un altro minuto e' sufficiente per vedere un altro gol. Lo segna Calty, di testa (!), ma nella porta sbagliata (e' un rimpallo sfortunato). Partita quindi subito in salita (e che salita !), ma iniziamo a macinare gioco. Al 06.54’ "piccolo Budda" Vecellio concretizza: 1-2. Qualche bella azione da ambo le parti, ma, quando mancano 7 minuti alla fine, i "cruks" vanno ancora in gol. Mattia non copre alla meglio il suo palo ed il disco trova il varco giusto per entrare. Tutto da rifare: 3 a 1 e fine del primo tempo.

Si riparte e siamo anche in superiorità numerica, ma evidentemente, a noi non piace "vincere facile", perché riusciamo a subire il quarto gol mentre siamo in power play. Se nel primo tempo i tedeschi ci avevano colpiti dopo 26 secondi, nel secondo drittel la loro segnatura giunge dopo 37 secondi (!). Non sfruttiamo a dovere le occasioni che ci si presentano, e colpiamo anche due pali, sui tiri di Giuly e di Calty. A metà del tempo subiamo anche il quinto. Poi (34.25) reazione d'orgoglio con Capitan Ciccio che tira ed un avversario restituisce la cortesia del primo tempo deviando nella sua porta. 22 secondi dopo è Giulio Zandejack a far riprende voce a i tifosi, segnando il gol del 5 a 3. Dodici secondi dopo Raul viene spedito sulla panca dei cattivi e, anche in inferiorità, tentiamo invano di segnare ancora, ma non ci riusciamo. Appena conclusa la penalità il loro contropiede ci punisce. Finisce 6 a 3, ma dobbiamo dire che si è' giocato alla pari. Nel nostro tabellino, come detto, anche due pali (che non valgono al fine del risultato) ed alcune belle parate del loro portieri. I nostri avversari sanno decisamente sfruttare le occasioni che si presentano loro. Noi un po' meno. Le amnesie difensive, poi, con queste squadre, costano molto care. Bisogna sempre lottare, su ogni disco. Menzione ai supporters, anche da parte dei tifosi delle altre squadre, divertiti dalle nostre pon-pon girls ("girls" ?).

 

Non c'è' tempo neppure per la doccia. Veloce merenda e subito via, verso Merano, sotto una pioggia battente. Al nostro arrivo sono in campo Cortina e Bolzano e le volpi stanno avendo la meglio sugli scoiattoli. Finirà  6 a 2. Alle sei si comincia.  Dopo le aquile valdostane e quelle meranesi ci toccano le aquile fassane. La battuta di una delle supporter (edulcorandola in parte) vale la menzione: "mai visto tanti "volatili" nella mia vita". Qui non aggiungiamo iniziali per evitare l'identificazione dell'autrice (“cinquanta sfumature di grigio” le fa un baffo). Ormai la follia ha un po' il sopravvento e si dà spettacolo alla presentazione  delle squadre. Il "conte Vlad" (per capirci: il papà del “piccolo Budda”)  al grido di: "Matteo, schiaccia !". Al minuto 02.33 la partita si fa in salita (che novità). Subiamo il gol con il solito nostro svarione difensivo (che novità). Poi la partita si fa molto bella. Giochiamo molto bene, ma non riusciamo a concretizzare (che novità). Primo tempo (nessuna altra novità) che si chiude sul punteggio di 1 a 0.

Evidentemente a noi i primi tre minuti non piacciono proprio e, al 23.08, secondo svarione: 2 a 0.  Continuiamo a giocare molto bene, ma non arriva il gol. Abbiamo anche una doppia superiorità (dal 17.22 - per un minuto) che non concretizziamo. Passata la metà del secondo tempo, al 30.25 gancio della “Locomotiva”, che si accomoda in panca puniti. Si difende in quattro, ma il “Bed”, un minuto dopo, fa uscire il disco oltre il cristallo: come da regolamento due minuti per “ritardo nel gioco” e, quindi, dobbiamo difenderci in tre. Trenta secondi e capitoliamo: 3 a 0. Nonostante tutto continuiamo a giocare bene e, quando mancano due minuti e mezzo, Calty concretizza: 3 a 1. Il gruppo ultras si rianima. Ci sarebbe ancora tempo ed altre occasioni che non vanno a buon fine. Quando mancano 18 secondi commettiamo un fallo e, in due secondi, subiamo il gol. Per non farci  mancare nulla a tre secondi dalla fine (maledetti 1, 2 e 3) subiamo anche il quinto.

Punteggio bugiardissimo, ma non importa. Gli orsetti hanno giocato oggi le loro migliori partite. Suonato l’inno nazionale, tra le tre stars che vengono indicate alla fine, anche un orsetto, Calty, in mezzo a due aquile fassane. Una menzione particolare al Bed che gioca una gran partita, sempre presente e sempre combattivo.  Ribadiamo che, in queste partite, ogni minimo errore viene punito. Ne abbiamo commessi pochi, ma gli altri ne hanno sempre approfittato e noi non abbiamo saputo cogliere le occasioni che ci si sono presentate. Nonostante il punteggio gli orsetti ci sono proprio piaciuti anche se i piccoli plantigradi non sono certo soddisfatti dei risultati. Non pare soddisfatto neppure Peter che, all'affermazione: "i nostri hanno fatto quanto dovevano, anche se i risultati non lo confermano" risponde: "anche il toro castrato fa quanto deve, ma il bambino (il vitellino n.d.r.) non arriva mai".

... E' proprio la giornata degli aforismi ..... A domani.

 

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